10 feb 2016

Recensione: "Incursion" di Aleksandr Voinov.


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Eccomi qui, a recensire un altro M/M sci-fi. Per i profani, sci-fi indica i romanzi di fantascienza, e quel rumore che sentite in sottofondo è il mio sospiro affranto. Perché nonostante ami alla follia questo genere, vengono pubblicati davvero pochi romanzi sci-fi con una forte componente romance, e di quei pochi si contano sulle dita di una mano quelli che ho apprezzato. Anzi, su un unico dito:
Marie Sexton!
Così, quando Bubbetta mi ha affidato questa recensione, ho avuto paura: avrei letto un altro romanzo stupendo, o sarei arrancata nella noia. Beh... Vi dirò la verità: ho impiegato quasi due mesi a leggerlo. Mi sono arenata a metà, sono usciti altri mille romanzi stupendi, e mi sono bloccata. Perché, vi starete chiedendo? Ora ci arrivo...

La trama è a dir poco stupenda, nella sua semplicità. Siamo nel futuro, non meglio specificato. Nello spazio e nei mondi alieni. E abbiamo Kyle, soldato gravemente menomato nel corpo – e nella psiche -, che accetta di rintracciare una spia nemica in cambio di una guarigione completa.
Pensateci: un unico lavoretto, e poter tornare a sentirsi un uomo utile, e guadagnarsi così il rispetto dei propri simili, perso a causa di un handicap fisico. È facile capire perché Kyle accetti, così come è facile vedere in Kyle una figura attuale. Quanti soldati menomati vediamo ogni giorno al telegiornale? La fantascienza è solo una scusa per veicolare un messaggio molto più vicino a noi.

E poi abbiamo Grimm, leader di un gruppo di mercenari che viaggia assieme a Kyle. Quest'uomo mette profondamente in confusione il soldato: pur venendo dallo stesso mondo di Kyle, e quindi abituato a vedere nella menomazione fisica una debolezza, approccia più e più volte il soldato, fregandosene delle sue condizioni.

Oltre alla tematica sui soldati feriti in guerra, abbiamo delle parti molto interessanti sul governo che regola questo “spazio”: agisce per il bene delle popolazioni? O usa gli alieni mutanti e “cattivi” per nascondere le proprie macchinazioni? Ma soprattutto: questo discorso vi ricorda qualcosa? Non vi sembra stranamente familiare?
Naturalmente non posso dirvi altro, tranne menzionare Inverno, uno dei personaggi femminili più originali che abbia mai letto, nel genere M/M.

Ma veniamo alle note dolenti: la componente fantascientifica. Come saprà chi ha letto la mia recensione di “Spazio di tenebra” della divina Sexton, saprà che non è facile in questo genere far capire bene al lettore l'ambiente in cui si muovono i personaggi, senza cadere nell'infodump.
Questa parola, se non lo sapete, è il corrispondente letterario de “il troppo stroppia”: troppe informazioni che soffocano la trama. Eppure, se se ne danno troppo poche, il lettore non capisce ciò che c'è attorno ai personaggi, e in un romanzo di fantascienza questo è un problema enorme.
L'autore, in questo caso, ha peccato di infodump: l'intera prima metà del libro è un arrancare fra termini inventati per descrivere pianeti, razze, politica, società, di tutto! Ecco perché non posso dare più di 3 arcobaleni, e già sono stata di manica larga: se non fosse stato per i temi, così terribilmente attuali nella nostra società, mi sarei fermata a due arcobaleni. Vale la pena di leggerlo? Certo che sì! È necessario un dizionario italiano/sci-fi? Purtroppo...


PINKIE

***



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