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15 mag 2016

RainbowRecensione: "Con il fiato sospeso" di Charlie Cochet.





Secondo capitolo delle avventure della Destructive Delta. Capitolo che parla molto di Dex, di Sloane, di quel mentecatto schizzoide di Isaac Pierce. Ma ci mostra anche lati interessanti di Calvin, Hobbs, Cael e Ash. Ohhh sì, non vedo l’ora di sapere tutto su Ash!

Alla fine del primo libro Sloane aveva acconsentito a proseguire la “cosa” con Dex, rimanendo sempre sul vago e guai a dar un nome ai sentimenti. Non che ora Sloane abbia visto la luce, anzi, direi che siamo sempre nella fase negazionista. Sì, con Dex sto bene, il sesso è di un altro livello, mi fa ridere, mi fa stare bene, lavorare con lui solleva un bel po' di peso dalle mie spalle, dormire con lui è diventato quasi un bisogno fisico, adoro soprattutto le coccole post-coitali, ma Dex per me non è nulla. Io ho amato e amo solo Gabe. Non c'è posto per nessun altro nel mio cuore. Cocciuto, cieco, testone di un giaguaro!

Durante la lettura ho sofferto per Dex. Ho sofferto ogni volta Dex che ha dovuto alleggerire la situazione perché diventava troppo personale e Sloane iniziava a tirarsi indietro; quando Dex voleva chiedere e non osava per paura di ritrovarsi solo; quando, nel sonno e mentre Dex lo stava baciando, Sloane dice il nome di Gabe ad alta voce; quando, durante un’operazione, Dex disubbidisce a un ordine di Sloane per salvare un suo compagno di squadra e Sloane quasi gli fa un richiamo formale che poteva sbatterlo fuori del team.

Ho sofferto per Dex, ma ho sofferto anche per Sloane. Ho sofferto per quell’anima sola, per quel ragazzo che ha conosciuto solo dolore e solitudine. Che ha come unico e vero amico Ash – e questo dovrebbe dare la dimensione di tristezza e solitudine –, che ha concesso il proprio cuore a un solo uomo, morto a causa sua. Anzi, è morto per gli altrui pregiudizi su un qualcosa assolutamente indipendente da Sloane. È colpa sua se il padre è tornato dal Vietnam con quella mutazione genetica? È colpa sua se è nato così? Colpa sua se erano impreparati a trattare con un mutante? Colpa sua essere un teriano di prima generazione e quindi più cavia da laboratorio che essere vivente? E ci si stupisce se i sentimenti il vecchio Sloane li tiene in un cassetto chiuso a tripla mandata?

È una storia triste? Sì, ma anche no. Si ride molto, moltissimo. Impossibile non ridere se Dex è nei paraggi, perché quell’uomo è veramente un pagliaccio. Come sa alleggerire lui l’atmosfera e distogliere l’attenzione da una situazione potenzialmente esplosiva nessuno al mondo.

L’autrice conferma le sue capacità creando una storia coinvolgente, mixando sapientemente azione, reazione, sentimento e tragedia. Veniamo a scoprire molto del passato di Sloane e capiamo che nemmeno per Ash la vita è stata così generosa. Vedremo inaspettati risvolti nei rapporti interpersonali all’interno della Desctructive.

Io ho visto soprattutto una cosa. Ho visto un uomo che non ha mai saputo cosa fosse l’amore, un uomo che ha sempre dovuto contare solo su se stesso, un uomo che ha condiviso i suoi momenti peggiori col suo migliore amico che non era in condizioni psicologiche tanto migliori. Un uomo che, a mio parere, ha scambiato affetto e attrazione per amore vero. Sì, secondo me il vero amore di Sloane non era il santo-perfetto-compianto-costruiamo un altarino e adoriamolo-Gabe Pearce, ma il casinista, ridanciano, paziente, sveglio, amorevole Dex. Quello che per sua stessa ammissione lo fa ridere, lo rilassa, gli fa venir voglia di “casalingo” e di cui è geloso marcio.
Cosa ci porterà il terzo capitolo? Credo casini come al solito, spero che Sloane capisca la profondità dei propri sentimenti e abbia il coraggio di agire di conseguenza, ma soprattutto... Spero ci sia di più su Cael e sulla sua cotta!
Il mio voto è di 5 arcobaleni.


May the multicolor be with you

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6 mag 2016

RainbowRecensione: "Giro di Prova" L.A. Witt.






La vita può essere banalmente sintetizzata in un insieme di occasioni. Scegliere la porta A conduce a delle esperienze che non si vivono scegliendo la porta B. Se fossi una fissata direi che sta tutto nello scegliere la pillola rossa o la pillola blu. Dipende tutto da noi e da quanto vogliamo sapere. Sì, sto citando Matrix, il capolavoro delle sorelle Wachowski. Il primo, perché gli altri poi si perdono un po', ma il primo Matrix è un capolavoro di genialità assoluta.

La pillola rossa, quella della conoscenza, viene offerta a Sean una sera a fine turno, sotto forma di giro di prova con quella fiammante auto sportiva rossa, tra le colline su Pine Boulevard. Il Morpheus tentatore è Jackson, il direttore vendite dell’autosalone del padre di Sean. Autosalone dove Sean, a causa della crisi economica, lavora come venditore. Ho anche accennato che il nostro Morpheus sia tentatore perché sono anni che Sean ha un debole per Jackson? E il pensiero di Jackson, l’auto sportiva, un giro di notte, soli, fa schiumare Sean come un cane idrofobo.

Come dicevo all’inizio la vita è un assieme di scelte. Scelte che portano anche a delle conseguenze. Tutto sta nel capire le nostre priorità e di conseguenza che impronta vogliamo dare alla nostra vita. Conta di più sottostare a delle regole e per codardia mantenere il proprio posto di lavoro ma perdere l’occasione della vita, o buttarsi e al diavolo le conseguenze, tanto la vita mi ha già fatto cambiare percorso, un cambio in più che vuoi che sia?
Ecco a cosa ci mette di fronte Mrs Witt con questo breve racconto.

Un racconto breve, ben scritto, con sentimenti e personaggi ben espressi e ben delineati. E con delle scene hot proprio niente male.
A causa della sua brevità, anche se non avrei aggiunto molto di più per non rovinare il perfetto equilibrio creato, il mio voto è di 4 arcobaleni e mezzo.



May the multicolor be with you


2 mag 2016

RainbowRecensione: "Il ritorno" di Brad Boney.






Ci sono sentimenti che vanno al di là dello spazio e del tempo. Un filo che unisce generazioni diverse e che accomuna le persone più impensabili. Un sentimento che non ti delude mai, che dà sempre spunti nuovi, che mantiene le aspettative, che fa battere il cuore, ridere, piangere, struggere e sognare.
La musica.
È la musica la grande passione di Robert, Michael, Paul; la musica la grande aspirazione di Hutch; scrivere di musica il lavoro (futuro) di Marvin e Stanton. La musica è stata l’aggregante che ha unito le loro vite. Un concerto, quello del boss a casa sua, nel Jersey, a far innamorare nel lontano 1981. La canzone di apertura del concerto a cambiare per sempre la vita di Stanton. Thunder Road.
Musica è ciò che tiene uniti Topher, Robin, Maurice e Paul. È il loro essere band a farli fuggire dal paesino di 370 anime in cui vivevano e a farli trasferire ad Austin. La passione per la musica li ha fatti diventare una famiglia. Un concerto, quello del boss al festival South by Southwest, porta Topher nella giusta direzione per quella che sarà la sua vera vita. La canzone di chiusura, prima dei bis, la chiave di volta. Thunder Road.

I veri protagonisti sono due e non sto parlando di persone fisiche. Sono l’amore e la musica.
L’autore ci pone di fronte una storia che non ha fine, una intensa, struggente, devastante epopea di musica, amore e disperazione. Ci fa vedere che se l’amore esiste, quello vero, con la A maiuscola, quello declamato da Platone e la metà della mela mancante, allora amore sarà. Al di là degli errori umani, delle avversità della vita, di malattie, pregiudizi e preconcetti che possono allontanare le persone. Se non sarà ora, sarà in un altro tempo e luogo. Se c'è amore allora le due anime si troveranno. In un modo o in un altro. Come Brendan e Trent. O come Robert e Michael.

Ci è stato chiesto se questo fosse un continuo de “Il nulla di Ben” e la risposta è no. È “Il nulla di Ben” essere un tassello di questa storia. Viene raccontato un prima, un durante e un dopo. Ben, Travis, i ragazzi, Colin, fanno tutti parte della storia. Le loro vite sono intrecciate a quelle di Stenton, Hutch, Topher, agli amici di Hutch e a quelli di Topher.
La storia inizia negli anni ’80 a Fire Island. Inizia splendidamente e finisce nel peggior modo possibile. Data e luogo dovrebbero far capire molte cose. Per poi riprendere nel 2010 a Austin e chiudere dove tutto era iniziato. Come tutto era iniziato. In fila, di schiena, guardando il mare, con Topher che si gira e manda un bacio a Stenton.

È un libro intenso, avvolgente, complicato da sintetizzare, che spacca il cuore. Ma è anche un libro sulla speranza, sulla forza dell’amore e sul destino.
E dato che la musica è il fil rouge vorrei chiudere con una frase di una delle canzoni d’amore più belle. Compagni di viaggio di Francesco De Gregori:

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai.
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai.

Il mio voto è di 5 arcobaleni.



May the multicolor be with you

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20 apr 2016

RainbowRecensione: "Una luce accecante" di Renae Kaye.







A volte le cose che accadono per caso sono anche le migliori. Forse perché non ci si aspetta nulla di che. Il rapporto tra me e questo libro cade proprio in questa categoria. Lo comprai, a caso, due anni fa. E amore fu.
A primo acchito può sembrare una storia semplice. Una specie di Cenerentola dei giorni nostri in salsa queer. Ragazzo povero accetta lavoro come ‘governante’ nella magione di un riccone, se ne innamora e vissero tutti felici e contenti. Sì, all’apparenza, ma non serve grattare poi molto la superficie per vedere che sotto c'è molto di più. Enfasi sulla parola molto.
Jake è un ragazzo che ha rinunciato a molte cose nell’arco della sua relativamente breve e complicata vita. Non che se ne lamenti, anzi, prende tutto quello che la vita gli mette davanti con una determinazione e un senso del dovere non indifferenti. Jake è il più grande di quattro fratelli, tre sorelle minori avute da tre differenti padri e lui per la precisione. Ha una madre con una grossa dipendenza dal gioco e dall'alcool. A nove anni si occupava delle sorelle minori come se ne fosse lui la madre. Le ha cambiate, lavate, vestite, nutrite, spedite a scuola. Ha perso giorni e giorni di scuola quando erano ammalate. Ha sempre lavorato, fin da piccolo, per portare soldi a casa, levandosi – letteralmente – il pane dalla bocca per sfamare le sorelle. Quando sono cresciute, Jake le ha fatte studiare così tanto che ora la sorella di mezzo si sta per laureare e la più piccola, Maria, è all’ultimo anno di liceo e ha una carriera universitaria davanti a sé.
Per un po' le cose a Jake sono anche girate bene. Aveva un buon lavoro, un appartamento e perfino una macchina. Ma poi la sfiga ha iniziato a bussare alla sua porta e le cose sono precipitate sempre di più. Ha perso il lavoro, cambiato casa e venduto la macchina. Ma il nostro eroe non si è perso d’animo. Ora lavora ogni giorno dalle nove alle tre come governante e due sere a settimana più i week-end in un bar come tuttofare.
E Patrick, o come lo chiamerà Jake prendendolo affettuosamente in giro, Patti-cake? Lui è cieco dalla nascita a causa della dedizione materna alle droghe anche in gravidanza. Viene abbandonato in ospedale e ha la fortuna di venir adottato da Max, un facoltoso e influente uomo che non ha mai sentito la necessità di una relazione stabile, ma che a un certo punto ha sentito il bisogno di una discendenza. Patrick è l’uomo giusto al momento giusto. A Max non è mai importato nulla della cecità di Patrick e lo ha educato e cresciuto nel migliore dei modi. Ha potuto frequentare le scuole migliori prendendo un dottorato in chimica. Sì, Patti-cake fa un lavoro che per me (nerd chimica) è un sogno: è un naso. Essere naso è un dono di pochi, è una di quelle persone che riescono a percepire qualsiasi odore e riconoscerlo fra mille; queste persone sono estremamente preziose nel settore cosmetico e soprattutto nella preparazione di profumi.
Non è che sia tutto oro ciò che luccica nella vita di Patrick. Come lui stesso dice ha molte più difficoltà nell’interazione con il prossimo rispetto a una persona “normale”, e da adolescente essere cieco e gay gli ha creato non pochi problemi nella ricerca di un po' di calore. Poi, quando finalmente crede di aver trovato quella persona, questi si rivela un cretino che gli fa diminuire ancora di più la fiducia in sé e nel rapportarsi col prossimo, dicendogli di vergognarsi a dover uscire con uno come Patrick.
Come datore di lavoro Patrick è una persona molto esigente, un po' per pignoleria e un po' per obbligo logistico. Vuole che le cose vengano messe esattamente dove lui dice, che la spesa venga etichettata e riposta nel suo posto. E la cosa ha anche un senso dato che, da non vedente, non può sapere dove sono le cose se prima la cosa non è decisa da lui a tavolino. A causa di questa pignoleria il numero di governanti che hanno lavorato per Patrick sono un numero importante, inversamente proporzionale alla durata dei loro incarichi. Jake è l’ultimo di questa lista.
Le interazioni tra datore di lavoro e impiegato, almeno fino al momento di svolta, avvengono tramite bigliettino. Patrick ogni mattina ne lascia uno in lavanderia in cui c'è scritto quello che vuole venga fatto nell’arco della giornata. Le prime volte Jake svolge solo le sue mansioni, poi inizia a rispondergli e da quel momento nasce uno scambio di battute e di interazioni tali che fanno pensare a Jake che il suo datore di lavoro sia il suo Patrick. Pur non avendolo mai visto.
Poi, un giorno, Patrick sta male, ha febbre e raffreddore, e un naso tappato non serve a un naso di mestiere. E fu così che Jake conobbe Gregor, il cane guida di Patrick e il suo padrone. Semi nudo. Che girovaga febbricitante per casa come uno zombie. Zombie ma figo.
Da quel momento tra i due nasce un sincero rapporto di amicizia prima e amore poi. Perché Jake non lo ha mai trattato come un invalido, o come uno fatto di cristallo. No, Jake ha fatto quello che ha sempre fatto per tutta la sua vita con le persone che lo circondavano e a cui teneva: ha adattato la sua vita alla situazione corrente.
Questa non è solo una storia di due persone che si conoscono, si piacciono, si frequentano e vivono felici e contenti. È la dimostrazione che la dedizione, la costanza e l’affetto possono dove molto ha fallito. È la dimostrazione dell’amore di un ragazzo per la sua famiglia.
La descrizione che la madre di Jake da a Patrick del figlio secondo me è molto bella e spiega a perfezione come sia Jake:
[...] “Ho sempre pensato a Jake come a un pianeta. So che può sembrare strano, ma cercherò di spiegartelo. Un pianeta gira attorno al sole. Il sole si limita a restarsene lì e non fa niente, mentre il pianeta fa tutto il lavoro, ruotando costantemente attorno a esso. Per me, le ragazze sono il sole e Jake gira senza sosta attorno a loro. La sua vita è dedicata a loro. Non fraintendermi, non che sia inferiore, è solo che lui è un pianeta e quindi è differente. Ha bisogno di girare attorno a qualcosa. Senza il sole, non riceve la luce; senza sole, verrebbe semplicemente scagliato nello spazio. Il sole lo tiene ancorato.” [...]
È anche la storia di una madre persa, una madre che sa di non aver fatto nulla per i figli se non creare casini, sa di non valere niente e che se tutto non è andato a catafascio è solo grazie a Jake. Ma è anche una madre che ha capito i suoi errori e fa al figlio il regalo più prezioso. Un regalo che mai avrebbe immaginato di poter ricevere.
Questa è la storia di due persone diverse, con un background famigliare diverso, ma che si rispettano e completano a vicenda. Patrick da a Jake un futuro, quello che ha sempre voluto fare nella vita, gli dà una casa, amore, sostegno e comprensione. Dal canto suo Jake da a Patti-cake la libertà. La libertà di vivere, finalmente, la propria vita. La libertà di viaggiare, perché sa che i suoi occhi – il nostro Jacob – penseranno alla sua sicurezza. La libertà della normalità, perché sa che non verrà preso in giro se per sbaglio rovescerà un bicchiere. La libertà di non preoccuparsi della sua cecità perché nel grande schema delle cose non è così importante; certo è un impedimento, ma non una montagna insormontabile.
Ma è soprattutto la storia di un ragazzo che ama le proprie sorelle e la propria madre, di un fratello che fa di tutto per gli altri, che si piega agli altrui voleri ma che non si fa mettere i piedi in testa. Che appena qualcuna delle sorelle alza un po' la cresta fa recitare loro la verità.
Sei il miglior fratello maggiore di tutto il mondo. Sei forte e bello e intelligente e sagace. E hai sempre ragione. Non avrei potuto chiedere un fratello migliore di te e questa è La Verità.
Un libro molto bello, ironico, divertente, sensuale, coinvolgente.
È per questo che il mio voto è di 5 arcobaleni.

P.S. Devo specificare che questo libro l'ho letto in inglese, quindi il nomignolo Patti-Cake sarà diverso nella versione italiana. Peccato, perché preferisco di gran lunga l'originale alla traduzione.

May the multicolor be with you


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15 apr 2016

RainbowRecensione: "Un compagno tenace" di Toni Griffin.


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Secondo capitolo sui maschioni Holland. Questa volta il protagonista è l’alfa del branco, quella montagna di 1,90mt muscolosa e tatuatore di Alex. È anche, soprattutto, il libro su Jase, miglior amico di Brian. O per meglio dire è un libro sul superare eventi traumatici e sul saper aspettare.
È più una maledizione o una benedizione quando, dopo che ti è crollato il mondo addosso e non hai più fiducia in nessuno, men che meno in te stesso, incontri il tuo compagno?
Jase sinceramente non lo sa. Certo, come ogni mutaforma sapere di aver trovato il proprio compagno, la metà mancante della sua anima, è motivo di giubilo. Ma doveva proprio succedere nel periodo più schifoso nella storia di tutti i periodi più schifosi? Era appena riuscito a risollevarsi quel minimo indispensabile per raccattare i suoi averi e andare da Brian invece di mettersi in posizione fetale e nascondersi al mondo, quando arriva da Bri e viene, letteralmente, messo ko da un armadio a 4 ante semovente che risulta essere il suo uomo.
Cos’è successo a Jase? Facile immaginarlo, ma non aspettatevi conferme. Perché per Jase raccontare tutto a voce alta è stato un processo lungo, difficile e catartico.
Mi è piaciuto molto Alex. Certo, è il maggiore dei fratelli, l’alfa, quello con un po' più di sale in zucca, ma è stato comunque confortante vedere che non si è comportato, nemmeno di sfioro, come quel zuccone imbecille di Mason.
Le cose che mi sono piaciute di più del libro sono state proprio queste. Lo SPT (Stress Post Traumatico) di Jase non si è risolto in due giorni. Ci ha messo settimane solo per poter stare nella stessa stanza con il solo Alex, sopportare che Alex gli stesse più vicino e dividere tutti i pasti e interagire con tutto il clan Holland altro tempo. Per quanto il riconoscimento di avere un compagno sia stato immediato, la conoscenza, la fiducia e l’affetto non lo sono stati. Jase si è aperto poco alla volta, con molti sforzi e con molto dolore e questo lo si è percepito.
Tutto rose e fiori? Certo che no! Riuscirei a trovare difetti ovunque e questo libro non ne è di certo privo.
A me piacciono i libri dove si stanano e si giudicano i cattivi, mi piace che ci sia un confronto- scontro e mi piace che i buoni festeggino sul cadavere ancora caldo del cattivo di turno. Adoro la vendetta, adoro quando i torti vengono ripagati.
Questo libro una soddisfazione non me la da. Cosa succede è accennato, come se non fosse importante mentre per me era il fulcro della storia. Avrei tolto qualcosa? No, avrei semplicemente allungato un po', non serviva moltissimo, ma un qualcosa per cui Jase potesse metterci una pietra sopra e considerare la faccenda chiusa definitivamente. Non che abbia un finale aperto, è che non ha dato questa soddisfazione a noi lettori.
Pecche da frustrazione per mancata vendetta a parte, il libro è godibile, scorrevole, coinvolgente, leggero sì, ma la leggerezza non ha una connotazione negativa. È per questo che il mio voto è di 4 arcobaleni.


May the multicolor be with you

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12 apr 2016

RainbowRecensione: "Perdonare Thayne" di J.R. Loveless.


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Secondo capitolo della vita dei fratelli Whitedove. I protagonisti sono Thayne, fratello minore di Kasey, e Nick, miglior amico di Seth.

Ricordate Kasey e Seth? No? Bene, eccovi un breve recap di ciò che era successo in “Caccia a Seth”: siamo a Senaka. Kasey sceriffo del posto nonché figlio dell’alfa del branco e prossimo a ricoprire le orme paterne, è nel bosco che zompetta serenamente quando vede un lupo sconosciuto e subito ‘la’ riconosce come sua compagna e la insegue. Non sapendo che la lupacchiotta è in realtà un lui. Il lui in questione è Seth, colui che ha

6 apr 2016

RainbowRecensione: "Il mio tabù" di Anyta Sunday.


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Questo libro entra di diritto nella categoria “libro scritto appositamente per me”.
Ha tutto ciò che amo. C'è il personaggio che non ha la benché minima idea del perché sia al mondo, di cosa stia facendo, di dove stia andando e di ciò che lo circonda. La vita l’ha scaricato di peso al centro di un tornado e sono 15 anni che sopravvive cercando di rimanere aggrappato e non scivolare via. C'è il personaggio che si strugge, che vive sognando il momento in cui farà capitolare l’oggetto del suo desiderio, ma senza fare il minimo passo verso l’agognata felicità. Sta immobile, facendo da supporto morale e sognando a occhi aperti.

21 mar 2016

RainbowRecensione in anteprima: "Inarrestabile" di Mary Calmes.

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Bentrovati con la rubrica “Calmes, un po' ti amo e un po' ti odio”. Andiamo a vedere da che parte pende l’ago della bilancia.
Vince è uno studente universitario che vuole prendere una laurea in ingegneria-biologia-genetica per creare una pianta che eliminerà la fame del mondo. Una specie di miss Italia, ma intelligente e risoluto. E maschio.
Il ragazzo viene da una famiglia idilliaca: all’ultimo anno del liceo, viene serenamente scaricato da madre e patrigno e si stabilisce dalla famiglia di Matt, suo migliore amico. La versione ufficiale è che, causa lavoro, si devono trasferire e, non volendo far cambiare scuola al figlio l’anno del diploma, danno la patria potestà ai genitori di Matt. La versione ufficiosa è che Vince ha fatto coming out e i genitori gli hanno augurato di finire all’inferno, se non si fosse pentito di essere un abominio. Simili genitori è meglio perderli che trovarli, anche perché i genitori di Matt sono l’esatto opposto e lo sosterranno sempre.

Giunti all’università Matt, che doveva condividere un mini appartamento con Vince, conosce una ragazza e si trasferisce da lei, mollando a Vince tutte le spese di casa. Così il povero Vince si ritrova a dover studiare e lavorare full time in una copisteria. È scorbutico, saccente, caustico e sempre con la risposta pronta.

Il coprotagonista, o meglio, quello che sarà il lui di Vince, lo conosciamo una sera, quando si presenta in copisteria all’ultimo minuto per farsi stampare il materiale che, il mattino dopo, avrebbe dovuto consegnare per un esame. Se state pensando “ma svegliarti prima ti pareva così brutto?” avrete espresso lo stesso pensiero di Vince, che lo mette alla porta consigliandogli di andare in un’altra copisteria, aperta tutta notte, e sperare che almeno loro abbiano un po' di tempo. Il lui in questione è Carson.

Descritto da tutti come super figo, super famoso, super ricco e super astro nascente del football. Di Carson non conosciamo idee, opinioni, sappiamo che è etero, però è un anno che sbava dietro a Vince. Tenta mai di avvicinarlo? No. Ha problemi col fatto che sbavi dietro a un uomo? No. Fa qualcosa per cambiare questa impasse che dura un anno? No. Almeno finché non lo bracca in un camerino e gli fa un’approfondito esame alla trachea. Con la lingua. E poi, anche se succedono cose che ridurrebbero frignante gente più grossa, più matura e più scafata, a lui va bene tutto, perché è innamorato di Vince e ora lui è suo.

Avete capito che l’ago della bilancia è teso spasmodicamente verso il “ti odio!!!!”. La lettura di per sé non è poi così malaccio, sono poche pagine e si fanno leggere volentieri. Certo, hanno lo spessore di un foglio A4, di quelli a grana fine, ma non è che si possa sempre e solo leggere libri profondi. No, non è per questo che non mi è piaciuto.
Non mi è piaciuto perché Mrs Calmes è ricaduta in uno dei suoi errori più comuni. Descrivere per filo e per segno uno dei due protagonisti, farlo apparire come un cavaliere nella sua scintillante armatura senza macchia e senza paura – anche se è un piccolo stronzetto pieno di sé – che tutti amano, vogliono e a cui fanno il filo, gay, etero o donne che siano e l’altro... Una bambola gonfiabile semovente che però, fatalità, è sempre quello a cui cambia la vita e che deve accollarsi i danni collaterali dello stare con Mr Perfezione.

È un errore che fa spesso è che mi manda ai pazzi. Ma forse è anche per questo che continuò a leggere i suoi libri, per vedere se alla lunga mi vincerà per sfinimento o se si renderà conto che forse, per rendere il rapporto un filo più paritario, sarebbe il caso di fare entrambi i protagonisti un po' più profondi.
Vi sconsiglio di leggerlo? Certo che no, però dovete prenderlo per quello che è: una lettura veloce e non impegnativa, scritta molto bene.
È per questo che, con mio sommo dispiacere, questa coppia, ma soprattutto Vince, si meritano 3 arcobaleni.



May the multicolor be with you


15 mar 2016

RainbowRecensione: "Pony" di SJD Peterson.

Pony (Guards of Folsom, #3)

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Può una cosa banale, come la rottura della macchina del caffè, cambiarti la vita? Sì, se il suddetto evento ti porta a conoscere colui che ti sconvolgerà la vita.
Max è un affermato psichiatra, un dom con un curriculum di tutto rispetto, eppure quando vede Aidan dietro al bancone, si trasforma in un quindicenne arrapato e incapace di proferir verbo. Cos’ha Aiden che preme tutti i tasti di Max?
Dal canto suo Aiden vede quest’uomo elegante, distinto, affascinante e non capisce più nulla. Per fortuna, dopo una settimana che ci gira attorno, Max torna abbastanza in sé da chiedere ad Aiden di uscire.

Aiden scopre che Max è un dom e scopre anche che il pensiero di essere dominato, di cedere potere e controllo a un’altra persona, a questa persona, non lo turba minimamente. Anzi, lui che non ha mai permesso a nessuno di controllare la sua vita, anela che Max prenda le redini della relazione.
E non parlo di redini a caso, perché Aiden scopre, navigando random in internet attraverso vari siti, che l’idea di indossare una maschera, un plug con annessa criniera e farsi cavalcare dal suo bel dom, lo attrae parecchio. Ma Aiden, che non sa nulla del mondo e delle regole BDSM, riuscirà a essere quello che serve a Max? E Max, che ha avuto una sola relazione durata 10 mesi e poi solo rapporti una tantum con sub che sapevano cos’erano e cosa volevano, cosa vuole da Aiden? Un sub, uno schiavo o un amante con cui giocare?

Come in molti libri di questo genere l’attrazione è subitanea ed esplosiva. Si va da niente a un contratto da dom/sub di 2 mesi in poco tempo. Aiden ha paura di perdersi in Max, nella sua dominanza, nella velocità dei suoi bisogni e sentimenti. Lui ha paura di perdersi e io mi ci sono persa veramente.
Sono cosciente che non tutti i libri possano essere psicologici, che si debba discutere, eviscerare tutti i sentimenti del mondo. Ma qui si arriva al ‘ti amo’ che non ho capito nemmeno come. Vi amate? Com’è successo? Quando è successo? Tra una doccia e un rapporto sessuale? Tra una lezione di disciplina e una punizione?

E non lo dico solo perché il BDSM non è nelle mie corde, sarei stupida a giudicare qualcosa solo perché non rientra nella mia sfera di “cose che farei volentieri nella vita”. Infatti il secondo libro di questa serie mi era piaciuto tantissimo. La Petersen scrive bene, le scene sono molto reali e ben descritte. Non descrive solamente, cerca di farti percepire cosa provano i protagonisti. E forse è stato questo che non mi è piaciuto.

Vedete, c'è incertezza di intenti, qui. Max non sa cosa vuole, non sa se vuole un sub a tempo determinato, indeterminato, un amante con cui, ogni tanto, creare una scena. Aiden sa ancora meno cosa vuole. Non sa cosa vuole nella vita, non sa se ama la città in cui ha così fortemente voluto trasferirsi, non sa cosa vuole da Max, non sa cosa vuole dal loro rapporto, non sa se vuole essere sub o se vuole solo esplorare il suo lato kinky. Questa incertezza, il “ti amo” uscito fuori dal nulla, il “voglio stare con te ma però...”, il “sono il tuo dom ma non voglio essere solo quello”, il “sono il tuo ragazzo ma voglio anche essere un po' sub ma anche no”, tutto sto marasma non mi ha entusiasmato.
È per questo che, con mio sommo dispiacere, perché veramente mi piace come scrive questa autrice, il mio voto finale e complessivo è 3 arcobaleni e mezzo.



May the multicolor be with you


12 mar 2016

DragWeek: "Recensione: The Queen & the Homo Jonk King - TJ Klune".

E così il nostro viaggio nei lustrini si è concluso, miei cari rainbow-adepti! Sabato è giunto, e con lui l'ultimo articolo. Una chicca, qualcosa di speciale che in molti stanno aspettando con ansia. Tanta ansia...




SINOSSI:

Do you believe in love at first sight?
Sanford Stewart sure doesn’t. In fact, he pretty much believes in the exact opposite, thanks to the Homo Jock King. It seems Darren Mayne lives for nothing more than to create chaos in Sandy’s perfectly ordered life, just for the hell of it. Sandy despises him, and nothing will ever change his mind.
Or so he tells himself.
It’s not until the owner of Jack It—the club where Sandy performs as drag queen Helena Handbasket—comes to him with a desperate proposition that Sandy realizes he might have to put his feelings about Darren aside. Because Jack It will close unless someone can convince Andrew Taylor, the mayor of Tucson, to keep it open.
Someone like Darren, the mayor’s illegitimate son.
The foolproof plan is this: seduce Darren and push him to convince his father to renew Jack It’s contract with the city.
Simple, right?
Wrong.

TRADUZIONE:

Credete nell’amore a prima vista?
Sanford Stewart di sicuro no. In realtà, crede praticamente nell’esatto contrario, grazie al Homo Jock King (N.d.T. i Jocks sono quella categoria di atleti belli, prestanti e perfetti, ma anche un po' pieni di sé e pure scemi. Quindi è come se fosse Il Re di tutti gli Omo-palestrati). Sembra che Darren Mayne viva quasi esclusivamente per creare caos nella vita perfettamente ordinata di Sandy, solo per il gusto di farlo. Sandy lo disprezza e niente gli farà cambiare idea.
O almeno così dice a sé stesso.
Ma è solo quando il proprietario del Jack It - il club dove Sandy si esibisce come la drag queen Helena Handbasket – non va da lui con una proposta disperata, che Sandy si rende conto che potrebbe dover mettere da parte i suoi sentimenti per Darren. Perché il Jack It potrebbe chiudere, a meno che qualcuno non convinca Andrew Taylor, il sindaco di Tucson, a tenerlo aperto.
Qualcuno come Darren, il figlio illegittimo del sindaco.
Il piano infallibile è questo: sedurre Darren e spingerlo a convincere il padre a rinnovare il contratto tra il Jack It e la città.
Semplice, vero?
Sbagliato.


Leggere un libro di T.J. è sempre un’esperienza mistica. Sai in che stato d’animo ti approcci alla lettura, ma non hai la più pallida idea di come finirai.
Durante la lettura di questo romanzo ho vissuto quasi tutte le fasi emozionali

4 mar 2016

RainbowRecensione: "Laurel Heights" di Lisa Worrall.


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A un occhio estraneo, come il nostro appena fatta la loro conoscenza, sembra proprio che i detective Turner e Harrison si odino a morte. Non se ne lasciano scappare una, sempre a punzecchiarsi, sempre a giudicarsi, sempre a pensare il peggio. Il primo odia l’attitudine da “tutto casa e chiesa” di Harrison, perché questi tiene una foto della fidanzata Amanda sulla scrivania e perché esce solo con lei. Al secondo palpita sempre la vena sul collo quando sente “va bene tutto basta che respirino e a volte non serve nemmeno quello”, o quando sente Scott parlare delle conquiste della nottata. Peccato.

Già, peccato che

19 feb 2016

RainbowRecensione: "La mossa del diavolo" di Josh Lanyon.



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Io sono profondamente, eternamente, totalmente e irrimediabilmente innamorata di Adrien. Del suo carattere, delle sue debolezze fisiche, della sua forza morale, di questa innata capacità di accettare la propria solitudine, di non crogiolarsi nel dolore, di accettare tutto quello che Jake e la vita in generale gli offre e di non stare mai lì a rimuginare, a recriminare e a pretendere nulla.

Ha ancora una relazione con Jake, in effetti questi va a dormire da Adrien due volte alla settimana da ben nove mesi e fa l’amore con Adrien - non ho usato questo termine a caso.

13 feb 2016

RainbowRecensione: "Soggetto 13" Ethan Stone.



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Credo sia la prima volta che non so da che parte iniziare per recensire un romanzo. Parlo di Luke? Di quanto vorrei prendere a calci Shane? Di Ben? O dell’esercito delle dodici scimmie?
Facciamo che prendo le cose con ordine. Shane.

9 feb 2016

RainbowRecensione in tandem: "Senza parole" & storia bonus di Kim Fielding.








Recensione tandem, o 2x1, dipende da quale termine di paragone preferite. Perché? Perché sono due racconti brevi, il secondo dura proprio un battito di ciglia, concatenati e che ci raccontano della vita di Drew&Trav.
Ma andiamo con ordine. Senza parole.

3 feb 2016

RainbowRecensione: "Baci sporchi" di Rhys Ford.





Un investigatore privato. Una famiglia coreana. Un suicidio. Un club per gentiluomini omosessuali. Quattro cose che difficilmente immagineremmo nella stessa storia, eppure Rhys Ford è proprio questo che ci propone in Baci sporchi-Dirty kiss, primo capitolo di una serie che al momento prevede sei libri.

Cole Kenjiro McGinnis è l'investigatore privato. Ex poliziotto alle prese con le proprie ferite e con il ricordo del suo ex fidanzato, ucciso durante una sparatoria in cui sono stati coinvolti entrambi qualche anno prima.

29 gen 2016

RainbowRecensione: "Libertà" di Jay Kirkpatrick


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Ci sono libri che piacciono, libri che non piacciono, libri che inteneriscono, che fanno venire gli occhi a cuore, libri che fanno piangere.
E poi c'è “Libertà”. Un libro tosto, introspettivo, che mi ha suscitato una serie di domande e angosce. Un libro non facile, per niente, che ti lascia strane sensazioni.

Io amo King,

5 gen 2016

RainbowRecensione: "Il milionario del piano di sopra" di M.J. O'Shea.


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Ve lo dico da subito: con questo romanzo, e con questa autrice, io sono assolutamente di parte. Mi piace come scrive, mi piace come caratterizza i personaggi, mi piace la dose di romanticismo e mi piacciono le ambientazioni.

Questo è un libro romantico. Qui non troverete drammi epocali, non troverete soprusi fisici o verbali, non troverete bullismo. È un libro che parla d’amore, una storia d’amore di stampo classico, il tipico “ti amo poi odio, poi ti amo poi... ti odio” (grazie Mina per l’assist), eppure